Un’ora sola, ti vorrei!

Come la pallina di un flipper.

Si lavora, si studia per aggiornarsi, si va a fare la spesa, si cucina, e poi c’è la casa. Ci sono gli amici da vedere, c’è ancora lavoro da fare, ancora il frigo da riempire, ancora la lavatrice da far partire.

Però, fermi tutti. Io un’ora per fare qualcosa per me la vorrei ancora!

Mi prendo quindi un’ora, per leggere un buon libro e per parlarne, per mettere qualcosa in forno che non sia per la minima sussistenza, per riflettere su quello che mi succede intorno. In un’ora riesco anche a vedere un episodio o due della mia serie preferita. Oppure mi metto le cuffie e ascolto, stranamente senza fare altro, un buon disco. Rubo un’ora all’infinita lista delle scadenze del lavoro, e poco male se in quell’ora dovevo andare a fare la spesa, ci ordineremo una pizza.

Mi fermo un’ora e scrivo un post su questo blog, e poco male se diventerà presto un’ora di ritardo sulla mia tabella di marcia.

Un’ora di ritardo può essere alla fine solo un’ora guadagnata.

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