Una pessima Madre di Blog

Che cosa posso dire, dopo un anno che non apro l’editor di WordPress di questo blog per scrivere qualcosa? A chi può interessare, un qualunque tipo di giustificazione, se non a me, che tanto trarrei giovamento e diletto da questa paginetta?

L’idea di prendermene, ogni tanto, una di queste stramaledette ore per me, per mettere insieme i pensieri uno dietro l’altro qui nero su bianco, per trattenere stimoli, idee e cose belle che mi transitano nella testa, è sempre valida e sempre preziosa.

Che ne è stato di me nel 2016? Ho lavorato tanto, molto bene e molto di corsa. Dopotutto è stato il primo anno veramente da sola al timone, e non è sempre stata semplice e non è sempre stato glitter e champagne. Trovarsi senza (troppo facili) alibi e senza rete, a doverti mantenere con le tue sole forze, e con solo quelle garantire la qualità del tuo lavoro e del tuo pensiero a collaboratori e clienti non è una passeggiata, ma ci si allena a qualsiasi sforzo, con la costanza.

Ora le nuvole fanno un po’ meno paura, più che altro perché ad un certo punto, quando si lavora in proprio, si capisce che il cielo non sarà mai davvero completamente azzurro e sereno, che non ci sarà più la sicurezza o la possibilità di abbassare un attimo la guardia.

Ma un’ora ogni tanto sì, quella dovrei proprio imparare di nuovo ad esigerla a me stessa.

 

X-Files al tempo dell’HD

“Io non lo so. C’è qualcosa nella luce, c’è qualcosa nei colori…sono troppo forti!”
“Silvia, è l’HD”

Questa è stata la prima frase che ci siamo scambiati alla fine del primo episodio della nuova serie di X-Files. Due anziani che lavorano nella tecnologia e nel web, che quando si tratta di X-Files si trasformano in due bacchettoni nostalgici degli anni ’90. Roba da aver voglia di abbracciare una televisione con il tubo catodico, da tatuarsi un floppy disk, proprio.

Ma approfondiamo un po’.

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Due righe sulla fiducia

Come ogni dicembre che si rispetti, anche quest’anno è ora di fare un bilancio, di tirare una riga e ricominciare con nuove idee, nuovi buoni propositi e nuove forze l’anno che verrà. Certo quest’anno questo senso di girare pagina, di chiudere in una scatola quello che è stato negli ultimi 12 mesi è molto più concreto, lo sento molto di più perché lo sto davvero facendo.

Per il 2015 mi ero prefissata di concentrarmi sulla bellezza del paesaggio, mentre continuavo a viaggiare spedita in direzione del mio futuro. Ho fallito.

Momenti occasionali di straordinaria gioia (il matrimonio, l’affetto ricevuto, il viaggio in Scozia) hanno puntellato un anno che sarebbe altrimenti crollato rovinosamente sotto valanghe di delusione. Anche nell’anno che si sta chiudendo, non sono stata abbastanza brava da concentrarmi sulle cose belle, sui miei sogni che si stanno realizzando, sulle fondamenta che sto costruendo per il palazzo stupendo che voglio che sia la mia vita.

Ma, magra consolazione, so che cioè che ha inquinato il 2015 non è stata farina del mio sacco, ma un problema di fiducia.

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